Dossier inglese svela che la Cina e Huawei avrebbero orchestrato una “campagna occulta per favorire l’ascesa di deputati inglesi utili idioti”

In UK non sembrano esserci riusciti, anche grazie all’imperterrito quanto vigile Boris Johnson ed ai tutori della famiglia Reale nonché grazie all’efficienza degli apparati di sicurezza governativa. Viceversa in Italia ed in diversi stati europei, considerato lo scarso valore professionale della classe politica, il piano potrebbe essere già passato con successo.

In tale ottica, ovvero favorire la decadenza culturale ed intellettuale di una società per renderla permeabile alla propaganda di stato cinese, ci si chiede, se in Italia, visto lo scarsissimo valore qualitativo dei politici, probabilmente l’operazione potrebbe aver avuto un esito molto più che soddisfacente. Specie se la si pone come periodo di nascita, a cavallo tra il crollo del muro di Berlino e la nascita della seconda repubblica.

Il dossier di un ex dipendente dell’M16 chiama in causa diretta la Cina e Huawei di condurre una “campagna segreta” per colpire i deputati e trasformarli in “utili idioti”.

Il rapporto è stato finanziato dal produttore cinematografico statunitense Andrew Duncan che ha assunto Christopher Steele e la sua società Orbis Business Intelligence per aiutarlo.

Si dice che il rapporto, sia chiamato “China Capture Elite” ed affermi che sono state istituite stazioni radio false, con sede all’estero, e figure senior invitate a discussioni e interviste con lo scopo di incoraggiarle a sostenere Huawei e persino a far parte del suo consiglio.

Si presume inoltre che i social media siano stati utilizzati per cercare di manipolare le opinioni delle persone sull’argomento.

Il dossier nomina diversi individui di spicco che ha affermato di essere stato preso di mira nell’ambito della campagna pro-Huawei, affermando che l’obiettivo era quello di renderli “utili idioti” cinesi.

Huawei ha negato le accuse ieri sera, affermando che “ha confutato queste accuse infondate” che non avevano “nessuna base in effetti”. Fonti hanno affermato di ritenere che la società sia stata vittima di una campagna di propaganda statunitense per tenerla fuori dalla rete 5G in costruzione in Gran Bretagna.

Tra quelli nominati ci sono l’ex parlamentare conservatrice Sarah Wollaston, che in precedenza aveva presieduto il potente comitato di collegamento della Commons.

Disse a The Telegraph di non essere a conoscenza di alcuna campagna segreta, anche perché ammettere il contrario sarebbe stato un autogol clamoroso.

Wollaston ha affermato che l’unico contatto con Huawei che ricordava, era un’offerta fatta tramite un intermediario per sponsorizzare un evento in occasione del 40 ° anniversario del sistema del comitato selezionato. Specificando, tra l’altro di aver rifiutato quell’offerta.

Wollaston ha dichiarato al giornale: “Se hanno cercato di influenzarmi, non sono andati molto lontano.”

Un altro nella lista Lord Clement-Jones, un pari liberale democratico, ha riferito che a suo avviso sarebbe stato inutile prenderlo di mira mentre si siede nel comitato consultivo internazionale di Huawei, per quale motivo, non si sa.

Ha riferito al The Guardian: “Il mio legame con la compagnia è ben noto. Non devono avere programmi radio falsi per raggiungermi per quanto mi riguarda. È tutto molto sconcertante. È tutta una fantasia. Non siamo così facilmente manipolabili”.

Si ritiene che il primo ministro Boris Johnson sia alla base dei piani per rimuovere Huawei da qualsiasi coinvolgimento nella costruzione della rete 5G del Regno Unito entro il 2023.

L’ambasciatore cinese Liu Xiaoming per tutta risposta ha parlato di inevitabili conseguenze qualora il Regno Unito decida di staccare unilaterlamente la spina su Huawei. Con tale affermazione pare che si voglia incidere sull’autonomia decisionale della UK. Probabilmente l’ambasciatore deve aver fatto confusione con l’Italia. L’ambasciatore inoltre, ha ricordato che inoltre si profilerebbero dei danni per la fiduzia degli investitori in UK. Ovviamente sempre curando l’interesse Cinese.

“Stanno tutti guardando a cosa accadrà al 5G in UK”, ha detto. “ricorre inoltre anche un elemento di fiducia, come possono le persone fidarsi di te? Spero che il governo britannico prenderà la decisione nel migliore interesse di tutti, non solo di quello cinese ma anche nell’ottica della cooperazione Regno Unito-Cina e nell’interesse del Regno Unito stesso.”

A leggere l’affermazione sembra essere qualcosa più di un monito, non di certo un linguaggio diplomatico. Ad ogni modo, il Regno Unito pare abbia scelto, mettendo alla porta il 5G cinese ed assumendo posizioni chiare e definite in merito alle vicende di Honk Kong.

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